mercoledì 31 marzo 2010

Yoani Sànchez, blogger dissidente a Cuba

Da bambina Yoani Sanchez correva già verso i rumori che le facevano paura. « Oggi vado sempre verso ciò che mi fa più paura » dice questa cubana di 34 anni dal balcone del suo appartamento alla Havana.

Nel 2007, fu una delle prime sull’isola ad aprire un blog di contestazione : Generacion Y, racconto al vitriolo della vita quotidiana, un mattone nel vetro della propaganda. « Già allora sapevo che prendevo dei rischi, ma la frustrazione, il silenzio, l’indifferenza mi soffocavano. Il blog è diventato un esorcismo.

La decisione non sorprese nessuno e il suo blog fu rapidamente bloccato. Ciò non le ha impedito di comunicare all’estero. I media internazionali hanno riconpensato la sua audacia, la giovane cubana ha già ricevuto il premio del giornalismo spagnolo Ortega y Gasset, quello per il miglior blog dalla Deutche Welle e del Time magazine.

Non ha una connessione privata

Il 12 marzo del 2010, la giornata mondiale contro la cyber-censura, è stata nominata al premio Net-Cittadino di Reporter senza frontiere. Oggi il suo blog è ospitato in Germania, e fa record di audience : 14 milioni di pagine viste al mese e migliaia di commenti.

Ma Yoani Sanchez non possiede una connesione privata : a Cuba sono riservate solo per pochi privilegiati. Prepara i suoi post in anticipo, li mette su una chiave USB e invia via e-mail da un cybercaffè (molto caro). Degli amici la pubblicano poi all’estero.

« Il web non è centralizzato, funziona in modo virale, non può essere controllato come i media tradizionali, analizza. Con due clic un’informazione censurata viaggia in rete e sui telefoni portatili »

Le autorità, spiazzate da questo nuovo tipo di dissidenza, ha all’inizio lasciato fare. Poi la repressione si è accentuata. Sorvegliata, non può uscire dal paese, blogger resistente è stata vittima di un sequestro express lo scorso novembre. Ma non si arresta.

Un’accademia clandestina del blog alternativo

Ieri osservatrice delle disillusioni e della difficoltà materiale della sua generazione, Yoani Sanchez non esita a immischiarsi di cose pubbliche. Lo scorso febbraio, il dissidente Orlando Zapata Tamayo è morto in prigione. Lei ha lanciato un appello per un cordoglio nazionale su Twitter. Un altro detenuto si è lasciato morire di fame e Yoani ha fatto circolare una petizione per la liberazione di tutti i prigionieri politici.

« I blog non cambiano il sistema » riconosce, ma possono contribuire ». Con altri pionieri della blogosfera cubana, Yoani Sanchez a dunque iniziato un’accademia clandestina del blog alternativo, per amplificare il movimento. Visto che non può sfidare sola le sue paure e i suoi demoni.

http://www.rue89.com/2010/03/29/yoani-sanchez-dissidente-20-a-cuba-145077


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